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Recensioni

Nel secondo Millennio l’opera di Antonella Mason è cresciuta per cicli consequenziali elaborati in stretta relazione con il proprio vissuto. Le raffigurazioni dei suoi dipinti rispecchiano dunque soggettive realtà esistenziali, ed è quindi dal ragionamento che si genera l’immagine, senz’alcun apporto di vane fantasticherie. È questo l’humus da cui prolifica il suo fare artistico, fecondato in un frequente andirivieni tra Venezia – da sempre luogo di riferimento, distante solo qualche chilometro da Mogliano Veneto, la cittadina natia – e New York, dove è attiva dal 1998 e ha completato gli studi laureandosi magna cum laude al Queens College.
Nel considerare il suo percorso stilistico si deve risalire a una serie di ritratti, realizzati dai primi anni Novanta fino al 2001, nei quali erompe la padronanza del gesto che costruisce il dipinto in forma dinamica d’intonazione espressionistica, addensando variamente la materia cromatica con sciabolate di pennello su tavolozze accese dalla dominante di un unico colore, opera per opera. Forte l’impronta psicologica nei volti ripresi in primo piano…

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Elsa Dezuanni – Storico dell’Arte

 

Penso che ci siano sempre due dialoghi alla volta che Antonella Mason mi aiuta a comprendere con il suo lavoro. Il primo e’ tra quella parte del della nostra mente/cervello, di cui siamo a conoscenza e per la quale abbiamo la parola. Qui e’ dove esiste  il conscio “Io” e dove gli psicologi dicono che sviluppiamo una “Teoria della mente” che ci fa vedere il mondo da una prospettiva delle intenzioni degli altri. Il secondo e’ tra il nostro inconscio mente/cervello. Questo e’ altamente influenzato dall’esperienza diretta in un contesto specifico e, aggiunge una dimensione di comprensione reciproca attraverso segni non verbali, come il tono di voce o la postura fisica. L’arte di Antonella Mason, nel mio caso fortuito intensificata dal mio continuo dialogo con l’artista, mi insegna e mi aiuta a riordinare e risolvere quello che e’  importante nelle mie riflessioni su questo tema e come applicarlo al mio lavoro nell’istruzione superiore. (Gennaio 2017)

Dott. James Stellar – Neuroscienziato e Presidente SUNY University at Albany NY

 

…in tutti i suoi dipinti c’è un “io narrante”, con una densità di contenuti che possono sfuggire all’osservatore non preparato. Volutamente svincolata da debiti e da rigori stilistici, consapevole del bisogno di essere “così com’è per poter creare”, si esprime con autonomia da un dipinto all’altro generando coerenze tali da poter costituire i capitoli di un romanzo. In quel raccontarsi – con l’enfasi oratoria di “artista appassionata, italiana, romantica, drammatica” (così lei si definisce, e così di fatto è) – potrebbero palesarsi ulteriori chiarezze sul significato delle sue opere. (Testo critico completo di Ennio Pouchard su monografia dell’artista “From Becoming to Vertically”, Antiga Ed. novembre 2016).

Ennio Pouchard – Critico d’Arte e Giornalista 

 

Antonella Mason usa le armi della retorica affiancandole alle affilate armi del mestiere di cui conosce trucchi e disinganni. Si diletta nella persuasione dell’osservatore agganciandolo con vivaci cromatismi in grado di nascondere buie pieghe emotive, affascina con verticalismi che spingono lo sguardo verso l’alto e il basso alternatamente senza sosta alla ricerca di un punto su cui fermarsi a pensare. Tenta di stabilire un patto con chi guarda, seduce, non impone, invita, non indica.Dopo aver preso confidenza con i diversi stili o linguaggi del suo operare, l’osservatore inizia a riconoscere delle coerenze. L’uso del colore, intenso, sfacciato, senza timori passa sopra ai formalismi: si mantiene forte sia nelle occorrenze figurative che in quelle più astratte. Un colore che parla, canta, suona.. a volte urla e diventa rosso. (Testo critico completo di Chiara Casarin  su catalogo mostra personale  “Due tra Mille” -Spazio Open Treviso 8/21 settembre, 2014-.)

Dott. Chiara Casarin – Direttore Museu Civico di Bassano del Grappa – Curatore – 

 

Antonella Mason e’ attratta dal soggetto umano. Attraverso una gamma di soluzioni (dalle pennellate espressionistiche alla sincerita’ illusionistica) occhi luminosi fissano come estasiati nella distanza o diretti allo spettatore. Questi lavori sono un unico tributo ai loro multipli, spesso anonimi soggetti come allo stesso processo pittorico. (2009)

Prof. Lawrence Waldron – Critico d’Arte e professore di  Storia dell’Arte alla St. John’s University New York City 

 

Il lavoro di Antonella evoca una vulcanica, passionale relazione. Ogni coraggioso segno parla di una donna vibrante nella gestualita’ e nel pensiero. Il suo lavoro parla di un posto piu’ che di un momento nel tempo, da parte mia, l’unico modo per poterlo letteralizzare sarebbe chiamarla “Espressioni di Italianismo”. Un’espressione di un’uscita culturale attraverso una vasta gamma di svariati soggetti. Mentre rimane fedele ai suoi soggetti lei impone un affascinante presa che anima lo spettatore. Un approccio pittorico coraggioso, diretto e dinamico, combinato con una soffice sincera introspezione che ti guida nello schermo del suo animo onesto. Quello che non e’ mai in questione e’ la bellezza dell’insieme in ognuno dei suoi pezzi, quello che sorprende e delizia e’ quel momento di pausa gestuale, quel punto specifico dove il dipinto imprime in te il suo mondo interiore. (2008)

Roberta Hickey – NYC 

 

La pittura di Antonella Mason e’ il senso del viaggio dentro l’uomo. Scrutare per capire, conoscere senza giudicare e, per far questo con maggiore disponibilita’, persino spogliarsi di un’ aliquota della propria tradizione, rivedendo criticamente le proprie radici. La pittrice gioca sulla contraddizione tra il mondo che e’ fuori e quello che e’ dentro, tra cio’ che riteniamo nostro e quello che riteniamo altrui.
Questi volti smascherano le nostre rimozioni, invertono il ruolo che ci vuole spettatori e non spettacolo.
La creazione di un artista e’ lungi dall’essere esaustiva. Lo abbiamo pensato piu’ volte vedendo questi quadri, metaforicamente insieme ad un poeta che ci e’ caro come S.T. Coleridge: “C’e’ in ogni volto umano una storia o una profezia, che debbono rendere piu’ triste o, almeno piu’ disponibile ogni osservatore in grado di riflettere”. [S.T. Coleridge, Additional Table Talk] (2002)

Prof. Patrizio Rigobon – Universita’ Ca’ Foscari Venezia

 

Le opere di Antonella Mason colpiscono la nostra attenzione nel momento in cui entriamo nel suo personale dialogo con le complessita’ dello spirito umano.
Con pennellate gestuali essa esprime un’acuta sensibilita’ verso i suoi soggetti e cattura un insieme di stati d’animo – dall’intensa rabbia al macabro e al misterioso – ma sempre coinvolgente. (2001)

Renee’ Phillips Autrice Critico d’Arte Capo Redattore per Manhattan Arts Magazine Manhattan Arts International NYC

 

Antonella Mason cerca l’essenza dell’anima. Vuol cogliere l’interiorita’, scavare a fondo nelle pieghe, anche piu’ dolorose dell’uomo. In cio’ ella e’ vicina –ma in senso lato- al grande filone dell’Espressionismo storico e, per qualche verso, anche ai Neue Wilden Tedeschi.
Quindi niente leziosismi, niente sofisticazioni, niente ossequi alle mode.
E’ la verita’, anzitutto, che conta. (1996)

Paolo Rizzi – Critico d’Arte

 

Ritratti di donne e bambini, giovani di un realismo persino aggressivo, fondato tuttavia non tanto sulla somiglianza fisica quanto sulla sorprendente capacita’ di “visualizzare” la radiografia dell’anima”. (1998)

Vittoria magno – Il Gazzettino

 

La pitture di Antonella Mason e’ connotata da una valenza indubbiamente figurativa, anche se rimanda ad una interpretazione dalla quale affiora il rapporto memoria –inconscio. L’arte di A. Mason e’ pittura che si fa filosofia di uno stato d’animo: stato d’animo carpito nel tempo di un momento unico ed irripetibile. (1995)

Piera Piazza – Critico d’Arte